| Santarcangelo |


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Cenni
storici
Un
borgo magico è quello di Santarcangelo, con la sua aria nobile e
misteriosa, per la sua storia secolare, i suoi luoghi millenari come
la Pieve, per l'intrico dei passaggi che riposano nel suo sottosuolo,
per il suo essere capitale della poesia dialettale, per le sue
tradizioni ancora vive, i suoi eventi e le sue antiche fiere, come
quelle di San Michele (settembre) e di San Martino (novembre). Da
visitare sono le eleganti chiese, la bella piazza Ganganelli, i
minuscoli vicoli del
borgo antico, la Rocca Malatestiana, le grotte, il Museo del gioco del
Pallone a Bracciale e del Tamburello e il Museo Etnografico Usi e
Costumi della Gente di Romagna, una delle più importanti raccolte di
testimonianze demo-etno-antropologiche della Romagna.
Curiosità
Santarcangelo
… un paese speciale
Santarcangelo
di Romagna è un paese speciale; a 7 Km dal mare, 20 da Cesena e 10 da
Rimini, confinante con la strada S.S. n. 9, è facilmente
raggiungibile da qualunque punto si arrivi.Deve
il suo nome a Santo Arcangelo Michele, ma per distinguersi da altre
località che portano lo stesso nome dal 1862, in seguito a delibera
comunale, il suo nome lo si scrive per intero.Sorto
intorno alla sua Pieve, il monumento più antico della città, con le
prime invasioni barbariche si spostò verso la collina detta Monte
Giove, antico borgo ancora oggi abitato, sviluppandosi, intorno al 1700, verso il piano generando così la
Santarcangelo di oggi.La
posizione in cui si trova Santarcangelo, parte in collina e parte in
piano e la doppia anima popolare e nobile degli abitanti fanno di
questa città un paese speciale. Molto deve anche ai suoi monumenti,
alle misteriose grotte, alle sue tradizioni, l'ottima cucina alla sua
gente, elle sue fiere che attirando migliaia di persone hanno
contribuito negli anni a lanciare l'immagine turistica di questa città.
Manifestazioni
e fiere
Santarcangelo
… un paese speciale
Santarcangelo
di Romagna è un paese speciale; a 7 Km dal mare, 20 da Cesena e 10 da
Rimini, confinante con la strada S.S. n. 9, è facilmente
raggiungibile da qualunque punto si arrivi.Deve
il suo nome a Santo Arcangelo Michele, ma per distinguersi da altre
località che portano lo stesso nome dal 1862, in seguito a delibera
comunale, il suo nome lo si scrive per intero.Sorto
intorno alla sua Pieve, il monumento più antico della città, con le
prime invasioni barbariche si spostò verso la collina detta Monte
Giove, antico borgo ancora oggi abitato, sviluppandosi, intorno al 1700, verso il piano generando così la
Santarcangelo di oggi.La
posizione in cui si trova Santarcangelo, parte in collina e parte in
piano e la doppia anima popolare e nobile degli abitanti fanno di
questa città un paese speciale. Molto deve anche ai suoi monumenti,
alle misteriose grotte, alle sue tradizioni, l'ottima cucina alla sua
gente, elle sue fiere che attirando migliaia di persone hanno
contribuito negli anni a lanciare l'immagine turistica di questa città.
Manifestazioni
e fiere
Di
Fiere a Santarcangelo di Romagna, già si scriveva nel 1272, ma sembra
addirittura che esse risalgano ai tempi dei romani.Sicuramente
la più vecchia è la "Fiera degli uccelli" (29 settembre),
ma la più importante non solo per la città e per il territorio
riminese ma per tutta la Romagna e l'intera Valmarecchia è la
"Fiera di San Martino".
Questa
maestosa fiera, che richiama migliaia di visitatori, si svolge nel
weekend intorno all'11 novembre (giorno di San Martino), ed i suoi
tratti autentici, legati alla cultura contadina sono ancora oggi
conservati: l'enorme mercato degli ambulanti, l'esposizione delle
macchine agricole, il luna park, gli spettacoli, i cantastorie e poi
incontri e mostre spesso dedicate alle tradizioni e alla memoria. In
più San Martino offre un insieme di forti elementi gastronomici: il
cibo in questa fiera ha un'importanza primaria.È
la fiera dei polli (per i rituali e succulenti spiedi che ne hanno
stigmatizzato la consuetudine e la specialità gastronomica), è la
fiera del vino (per la coincidenza con la spillatura attesa e precoce
del vino nuovo), è la fiera del trionfo del cibo e dell'euforia, un
rito di piacere e di convivialità.E
con la consapevolezza che abbinamenti culturali e turistici possono
costituire un elemento di notevole qualificazione per la città, che negli ultimi anni è stato inserito nel programma
della fiera "Il Palio della Piadina" un gioco semplice e
popolare
Sotto
un tendone adibito a
laboratorio con tanto di taglieri, foconi ed ingredienti uomini e
donne, giovani e meno giovani si sfidano nel fare quella che "
… come la faccia della luna quando ha la luce di sbieco …"
(E' PEN DE MI PAESI poesia di N. Pedretti) è il pane di Romagna.I partecipanti da soli o in coppie,
dovranno impastare, stendere e cuocere almeno tre piadine secondo la
tradizione locale.Una giuria
eterogenea composta da cinque elementi giudicherà la miglior piadina
che nel rispetto delle tradizioni locali risulti buona sia calda che
fredda.
Eppure,
nonostante il cibo la faccia da padrone, nella codificazione della
tradizione e della memoria, la fiera di San Martino è per eccellenza
ed antonomasia la fiera di bec, dei cornuti, la cui testimonianza è
racchiusa in un simbolo ammiccante e provocatorio: il paio di corna
che pende dall'arco trionfale di Clemente XIV nella piazza centrale di
Santarcangelo.Attorno
a questo simbolo, a cui non si è smesso di guardare con qualche
inquietudine e non poca complicità, a tutti piace ridere e scherzare,
ma fino a certo punto, eppure alle corna ed ai "bec" la
Fiera ha da anni dedicato il rituale del passaggio sotto l'arco e la
ormai famosa corsa dei becchi.
Cosa
Vedere
1)
La Pieve di S. Michele Arcangelo
La suggestiva chiesa dalle forme paleocristiane che richiama
quelle bizantine, risalente forse al VI/VII secolo d. C è immersa in
un ambiente marittimo di pini. Sorge su un antico centro civile il
Pagus Acervolano dal latino acervi cumulo di laterizi, qui vi
erano, infatti, nel periodo romano numerose fornaci.
2) Lo Sferisterio
Adagiato accanto alla cinta muraria della città dei 1447. Vi si
gioca ancora oggi il tamburello.
3) Stamperia Marchi
Risale al 1633: qui si stampano ancora oggi su stoffa le antiche
stampe romagnole a ruggine. All'interno un bellissimo mangano, tuttora
in funzione provvede alla follatura delle tele.
4) Chiesa Collegiata
Iniziata nel 1744 e portata a termine nel 1758 su disegno
dell'architetto riminese Giovan Francesco Buonamici, conserva
all'interno tre pregevoli dipinti. Appena si entra sulla sinistra la
tela di S. Eligio del 1635 di Guido Cagnacci cui Santarcangelo ha dato
i natali; nel transetto sulla destra un crocifisso di scuola riminese
del, 1300 e un polittico di jacobello di Bonomo sull'altare a
sinistra, dei 1385.
5) Museo del Gioco del Pallone a Bracciale e a Tamburello
La
raccolta propone attrezzi da gioco e foto di diverse epoche che
documentano l'evolversi dell'antico sport nell'attuale gioco del
tamburello che viene giocato ancora oggi nel sottostante Sferisterio.
6) La Rocca Malatestiana
Proprietà della famiglia Colonna. La parte costruita da Galeotto
Malatesta nel 1247 non esiste più, il mastio è la parte più antica
risalente al 1386 mentre l'attuale struttura e ampliamento con tre
torri poligonali si deve a Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447,
come ricorda la targa accanto all'entrata principale. All'interno, più
volte rimaneggiato nel corso dei secoli, un bel cortile con una
cisterna e tre sale che conservano dei mobili seicenteschi.
7) Piazza Monache
Sulla piazza si affacciano la Chiesa ed il Monastero delle SS.
Caterina e Barbara, ricostruito nel 1738, Palazzo Cenci del 1609, il
Campanone (la torre dell'orologio) del 1893. Inoltre è possibile
visitare un Ipogeo privato.
8) Contrada dei Fabbri
Qui troviamo la porta di un altro Ipogeo, esempio degli altri 150
privati costruiti nella sabbia arenaria che si snodano nel ventre del
colle formando una vera e propria città sotterranea. L'entrata della
grotta è in via Ruggeri.
9) Piazza Ganganelli
L'Arco eretto nel 1777 in onore di Papa Clemente XIV presenta alla
sua sommità le stele papali e il grande stemma araldico. Di fronte
all'Arco, sulla destra, la Residenza Comunale edificata nel XIX secolo
progettata da Giovanni Benedettini, ispiratosi al progetto presentato
dal famoso architetto Luigi Poletti.
10) Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna
La
Capanna della Memoria", così com'è stato definito il museo dal
nostro poeta-sceneggiatore Tonino Guerra conserva oggetti della nostra
cultura e civiltà contadina. Diviso in 15 sezioni, propone un
percorso ergologico e simbolico-rituale dei vari cicli lavorativi.
Come
arrivare
Dalla
riviera, Autostrada Adriatica A14 - Uscita Rimini Nord
Indicazioni
per Santarcangelo (4 Km.)
Da
Rimini, SS. 258 Marecchiese direzione Santarcangelo.
Autobus
da e per Rimini, linee 9, 90, 114 e da Torre Pedrera linea 13. |
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